Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, ha sollecitato sull’Avvenire il voto a scrutinio segreto al Senato per la stepchild adoption, auspicando che “la libertà di coscienza di ciascuno su temi così delicati e fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non soltanto rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto“.

Mentre il portavoce della Cei don Ivan Maffeis, ricordando la sovranità delle Camere, ha cercato di circoscrivere le dichiarazioni di Bagnasco commentando che le sue affermazioni costituivano un “appello morale” e non uno “tecnico”, le repliche istituzionali non si sono fatte attendere.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ribadito che “il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni sarà Grasso – e non la Cei – a deciderlo” mentre il Presidente del Senato Pietro Grasso ha dichiarato che “sulle procedure però c’è la prerogativa delle istituzioni repubblicane di decidere“.

Intanto in Aula mentre l’assemblea dei senatori PD non ha raggiunto un accordo sugli articoli della proposta di legge sui quali lasciare libertà di coscienza gran parte dell’opposizione è intenzionata a chiedere il voto segreto.

Sulla proposta di legge Cirinnà gravano ancora gli oltre seimila emendamenti, che riguardano in particolare lo stralcio della stepchild adoption relativa ai diritti della prole del partner nelle coppie omosessuali e alla sua sostituzione con l’affido rafforzato.

Il cosiddetto “canguro” sembra la sola via d’uscita. Questo emendamento firmato dal Senatore Marcucci avrebbe come effetto la cancellazione tanto degli emendamenti della Lega quanto di quelli cattodem consentendo un voto in Aula più agevole e sereno.

Le votazioni al Senato riprendono martedì 16 febbraio, con loro anche il presidio delle associazioni lgbt a piazza delle cinque Lune.

La redazione